Oh Signore, fa di me uno strumento della tua pace
dove è odio, fa che io porti l'amore
dove è offesa, che io porti il perdono,
dove è discordia, che io porti l'unione,
dove è dubbio, che io porti la fede,
dove è errore, che io porti la verità,
dove è disperazione, che io porti la speranza,
dove è tristezza, che io porti la gioia,
dove sono le tenebre, che io porti la luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
di essere consolato, quanto di consolare,
di essere compreso, quanto di comprendere,
di essere amato, quanto di amare.
Perchè è
dando, che si riceve,
perdonando, che si è perdonati,
morendo, che si resuscita a vita eterna.
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venerdì 4 ottobre 2013
San Francesco patrono d'Italia
giovedì 3 ottobre 2013
Lampedusa 3 ottobre 2013
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E
saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni
dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora
il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: "Venite, benedetti del
Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla
fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi
avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero
forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi".
Allora
i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo veduto
affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da
bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?"
Rispondendo,
il re dirà loro: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste
cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: "Via, lontano
da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i
suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato".
Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?"
Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?"
Ma egli risponderà: " In verità vi dico:
ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli
più piccoli, non l'avete fatto a me".
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».
Matteo 5, 31/46
e canale di Sicilia infinite volte...
e canale di Sicilia infinite volte...
mercoledì 15 maggio 2013
Quando i prati ritornano verdi
STATEMENT OF THE PRESIDENT OF THE AFRICAN NATIONAL CONGRESS,NELSON
MANDELA, AT HIS INAUGURATION AS PRESIDENT OF THE DEMOCRATIC REPUBLIC OF
SOUTH AFRICA, UNION BUILDINGS, PRETORIA, MAY 10 1994
"Your Majesties,
Your Highnesses,
Distinguished Guests,
Comrades and Friends:
Today, all of us do, by our presence here, and by our celebrations in
other parts of our country and the world,confer glory and hope to
newborn liberty.
Out of the experience of an extraordinary human disaster that lasted too
long, must be born a society of which all humanity will be proud.
Our daily deeds as ordinary South Africans must produce an actual South
African reality that will reinforce humanity's belief in justice,
strengthen its confidence in the nobility of the human soul and sustain
all our hopes for a glorious life for all.
All this we owe both to ourselves and to the peoples of the world who
are so well represented here today.
To my compatriots, I have no hesitation in saying that each one of us is
as intimately attached to the soil of this beautiful country as are the
famous jacaranda trees of Pretoria and the mimosa trees of the bushveld.
Each time one of us touches the soil of this land, we feel a sense of
personal renewal. The national mood changes as the seasons change.
We are moved by a sense of joy and exhilaration when the grass turns
green and the flowers bloom.
That spiritual and physical oneness we all share with this common
homeland explains the depth of the pain we all carried in our hearts as
we saw our country tear itself apart in a terrible conflict, and as we
saw it spurned, outlawed and isolated by the peoples of the world,
precisely because it has become the universal base of the pernicious
ideology and practice of racism and racial oppression.
We, the people of South Africa, feel fulfilled that humanity has taken
us back into its bosom, that we, who were outlaws not so long ago, have
today been given the rare privilege to be host to the nations of the
world on our own soil.
We thank all our distinguished international guests for having come to
take possession with the people of our country of what is, after all, a
common victory for justice, for peace, for human dignity.
We trust that you will continue to stand by us as we tackle the
challenges of building peace, prosperity, non-sexism,non-racialism and
democracy.
We deeply appreciate the role that the masses of our people and their
political mass democratic, religious, women, youth,business, traditional
and other leaders have played to bring about this conclusion. Not least
among them is my Second Deputy President, the Honourable F.W. de Klerk.
We would also like to pay tribute to our security forces, in all their
ranks, for the distinguished role they have played in securing our first
democratic elections and the transition to democracy, from blood-thirsty
forces which still refuse to see the light.
The time for the healing of the wounds has come.
The moment to bridge the chasms that divide us has come.
The time to build is upon us.
We have, at last, achieved our political emancipation. We pledge
ourselves to liberate all our people from the continuing bondage of
poverty, deprivation, suffering, gender and other discrimination.
We succeeded to take our last steps to freedom in conditions of relative
peace. We commit ourselves to the construction of a complete, just and
lasting peace.
We have triumphed in the effort to implant hope in the breasts of the
millions of our people. We enter into a covenant that we shall build the
society in which all South Africans, both black and white, will be able
to walk tall, without any fear in their hearts, assured of their
inalienable right to human dignity - a rainbow nation at peace with
itself and the world.
As a token of its commitment to the renewal of our country,the new
Interim Government of National Unity will, as a matter of urgency,
address the issue of amnesty for various categories of our people who
are currently serving terms of imprisonment.
We dedicate this day to all the heroes and heroines in this country and
the rest of the world who sacrificed in many ways and surrendered their
lives so that we could be free.
Their dreams have become reality. Freedom is their reward.
We are both humbled and elevated by the honour and privilege that you,
the people of South Africa, have bestowed on us, as the first President
of a united, democratic, non-racial and non-sexist South Africa, to lead
our country out of the valley of darkness.
We understand it still that there is no easy road to freedom.
We know it well that none of us acting alone can achieve success.
We must therefore act together as a united people, for national
reconciliation, for nation building, for the birth of a new world.
Let there be justice for all.
Let there be peace for all.
Let there be work, bread, water and salt for all.
Let each know that for each the body, the mind and the soul
have been freed to fulfill themselves.
Never, never and never again shall it be that this beautiful land will
again experience the oppression of one by another and suffer the
indignity of being the skunk of the world.
Let freedom reign.
The sun shall never set on so glorious a human achievement!
God bless Africa!
Thank you. "
giovedì 25 aprile 2013
Liberazione
Il 25 aprile Festa della Liberazione, 23 aprile San Giorgio patrono degli scout. Accomuno queste due ricorrenze invitandovi a vedere questo video.
Don Giovanni Barbareschi è scout sacerdote, membro delle Aquile Randagie (gruppo che ha continuato l'attività scout anche dopo lo scioglimento imposto dal fascismo), medaglia d'oro delle resistenza, giusto tra le nazioni.
Qui narra cosa significa essere uomini ed essere liberi, in ogni circostanza.
Qui narra cosa significa essere uomini ed essere liberi, in ogni circostanza.
venerdì 8 marzo 2013
Donne sveglia!
Farò festa quando i maschietti vestiranno di rosa e le femminucce di azzurro,farò festa quando tutti gli uomini sapranno stirare e le donne piantare un chiodo,
farò festa quando le donne percepiranno lo stesso salario degli uomini,
farò festa quando desideri, possibilità, aspirazioni, non saranno valutati in base al sesso,
farò festa quando ai bambini regaleranno le bambole e alle bambine i lego,
farò festa quando gli uomini non pretenderanno di sapere qual'è il posto delle donne nel mondo,
farò festa quando portare il velo o l'ombellico fuori sarà irrilevante,
farò festa quando non esisteranno le "belle bamboline" e i "macho men",
farò festa quando non ci saranno uomini e donne ma solo persone,
farò festa quando non servirà più questa giornata di lutto mondiale.
venerdì 15 febbraio 2013
sabato 9 febbraio 2013
ex-Vedetta d'Italia
Lungo il ciglione carsico, sui sentieri che lo percorrono nei punti più panoramici ci sono delle piccole costruzioni che permettono guardare oltre le cime degli alberi e ammirare il panorama. Queste costruzioni sono le vedette; qui un link per vedere quali sono e dove sono situare: carso segreto.
Uno dei piaceri del percorrere i sentieri carsici è proprio salire su queste vedette per spingere il proprio sguardo dal golfo di Trieste, alla foce dell'Isonzo, fino alle Alpi venete e friulane spaziando sulla pianura.
Sono rimasta piuttosto sconcertata nell'osservare come è ridotta la Vedetta d'Italia. Come si vede nella foto è malamente recintata per impedirne l'accesso, per la cronaca la recinzione si rivela del tutto inadeguata. La struttura presenta le armature del cemento esposte ed arrugginite e il tutto è lasciato nel più completo degrado. Possibile che non ci siano i fondi necessari per sistemare le vedette? Sentieri adeguatamente segnalati e questi piccoli edifici potrebbero essere anche una buona attrazione turistica...
Uno dei piaceri del percorrere i sentieri carsici è proprio salire su queste vedette per spingere il proprio sguardo dal golfo di Trieste, alla foce dell'Isonzo, fino alle Alpi venete e friulane spaziando sulla pianura.
Sono rimasta piuttosto sconcertata nell'osservare come è ridotta la Vedetta d'Italia. Come si vede nella foto è malamente recintata per impedirne l'accesso, per la cronaca la recinzione si rivela del tutto inadeguata. La struttura presenta le armature del cemento esposte ed arrugginite e il tutto è lasciato nel più completo degrado. Possibile che non ci siano i fondi necessari per sistemare le vedette? Sentieri adeguatamente segnalati e questi piccoli edifici potrebbero essere anche una buona attrazione turistica...
venerdì 12 ottobre 2012
And the winner is... I
Sì, premio Nobel per la pace all'UNIONE EUROPEA!!!!!
"per aver contribuito per sei decenni all'avanzamento della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa"
Sono felice (è il mio secondo Nobel).
"per aver contribuito per sei decenni all'avanzamento della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa"
Sono felice (è il mio secondo Nobel).
Pregasi astenersi da commenti: gli antieuropeisti, i negazionisti, i cinici, i disillusi, i pragmatici, gli sciovinisti, i militaristi, i nazionalisti, quelli che non hanno mai sognato un giorno nella loro vita, quelli che non guardano lontano, quelli che coltivano solo il loro orticello, quelli che pensano solo al loro portafoglio, quelli che non hanno mai passato un confine, quelli che non si sporcano le mani con nulla e fanno le finte anime sante, quelli che era meglio quando si stava peggio, quelli che viva l'austria-ungheria, quelli che viva il territorio libero, quelli che usciamo dall'Euro, quelli che moglie e buoi dei paesi tuoi, quelli che non hanno mai visto una trincea in Carso, un buco nelle Dolomiti, un cancello in Germania o una spiaggia in Normandia ...
Ed ora una federazione di stati ed un unica squadra alle Olimpiadi!!!
venerdì 17 febbraio 2012
lunedì 25 luglio 2011
Norge
«La nostra risposta sarà più libertà e più democrazia.
Ma questo non vuol dire più ingenuità»
Jens Stontelberg
venerdì 3 settembre 2010
Sakineh Mohammadi-Ashtiani
Sakineh Mohammadi-Ashtiani (non è sua la foto) condannata a morte a mezzo lapidazione per adulterio.Cosa ci scandalizza? La condanna a morte in se, la lapidazione o che il reato sia l'adulterio?
A me basta la prima.
Per firmare l'appello
venerdì 6 agosto 2010
Il giorno che cambiò il mondo
6 agosto 1945 ore 8.16Il bombardiere B29 "Enola Gay" sgancia per la prima volta una bomba atomica (Little Boy) su una città. La prescelta è Hiroshima, Giappone unico paese ancora in guerra dopo la resa della Germania.
Fra qualche decennio gli storici cercheranno una data (es. presa della Bastiglia) per far terminare l'epoca che ora chiamiamo contemporanea e farne iniziare una nuova. Ecco io avrei un suggerimento, scartate la caduta del muro di Berlino e fino a che non cloneranno il primo essere umano potete tranquillamente concentrarvi sulla prima bomba atomica sganciata su degli esseri umani. Da quel giorno il mondo non è più lo stesso, da quel giorno sappiamo che la specie umana può autodistruggersi completamente. Le stragi della prima e seconda guerra mondiale e tutti gli orrori annessi e connessi del '900 sono quisquilie di fronte alla possibile guerra nucleare e all'annichilimento della razza umana. A me sembra una svolta epocale.
Si ringrazia per la collaborazione fornita alla storia dell'umanità Oppenheimer, Fermi e i loro simpatici colleghi e non accettiamo come scusa che ci sarebbe arrivato qualcun'altro i primi sono stati loro!
sabato 6 marzo 2010
venerdì 26 giugno 2009
Dolomiti
L'UNESCO ha dichiarato le Dolomiti "Patrimonio dell'umanità".
Gioia e gaudio!
Gioia e gaudio!
L'UNESCO ha tolto Dresda dalla medesima lista.
Tristezza e sconforto!
Tristezza e sconforto!
Per ammirare altre foto di Dresda e delle Dolomiti, due luoghi da me particolarmente amati vi indirizzo al mio sito: L'isola telematica di Barbara seguite la rosa dei venti verde.
giovedì 18 giugno 2009
giovedì 11 giugno 2009
Toponomastica, ultima parte.
Qualche tempo fa si è svolta la cerimonia dell’intitolazione di una scalinata di Trieste alla memoria di Mario Granbassi. 
Il sindaco Roberto Dipiazza, affiancato da numerosi esponenti della sua Giunta di Centrodestra, a dichiarato: ”tutti lontani da ogni tipo di retorica, insensibili alle provocazioni, ma vicini alla verità di una vita tanto intensa quanto breve, tanto intrisa di passione quanto incompiuta, tanto lontana nel tempo quanto vicina ai sentimenti e alla pietà di chi sa distinguere il valore di un uomo, dal contesto storico a cui un’intera nazione e’ appartenuta”.

Il sindaco Roberto Dipiazza, affiancato da numerosi esponenti della sua Giunta di Centrodestra, a dichiarato: ”tutti lontani da ogni tipo di retorica, insensibili alle provocazioni, ma vicini alla verità di una vita tanto intensa quanto breve, tanto intrisa di passione quanto incompiuta, tanto lontana nel tempo quanto vicina ai sentimenti e alla pietà di chi sa distinguere il valore di un uomo, dal contesto storico a cui un’intera nazione e’ appartenuta”.
E io dico:"Balle!" e la dimostrazione sta 300 metri più in là (incredibile no), nella via intitolata a don Minzoni. 
Il contesto storico un par di ciuffoli.
All'epoca c'era gente che non intendeva sottomettersi al fascismo e semplicemente per seguire sinceramente la sua vocazione di sacerdote è stata uccisa.
Il Granbassi non era un fascista qualsiasi, uno di quelli della massa indistinta che non si sono opposti e che nemmeno hanno partecipato con entusiasmo. Era uno che per seguire i suoi ideali decise di lasciare moglie e due figli piccoli per andare a combattere in Spagna, cosa che non mi pare abbia fatto una nazione intera.
Sicuramente gli va riconosciuto di non essere un ipocrita, come i fascistelli di oggi che non hanno il coraggio di dire che lo ammirano proprio per i suoi ideali e allora intitolano la scalinata al giornalista. A vederli si starà rivoltando nella tomba!

Il contesto storico un par di ciuffoli.
All'epoca c'era gente che non intendeva sottomettersi al fascismo e semplicemente per seguire sinceramente la sua vocazione di sacerdote è stata uccisa.
Il Granbassi non era un fascista qualsiasi, uno di quelli della massa indistinta che non si sono opposti e che nemmeno hanno partecipato con entusiasmo. Era uno che per seguire i suoi ideali decise di lasciare moglie e due figli piccoli per andare a combattere in Spagna, cosa che non mi pare abbia fatto una nazione intera.
Sicuramente gli va riconosciuto di non essere un ipocrita, come i fascistelli di oggi che non hanno il coraggio di dire che lo ammirano proprio per i suoi ideali e allora intitolano la scalinata al giornalista. A vederli si starà rivoltando nella tomba!
E poi mio caro Dipiazza come intendiamo misurare il valore di un uomo? Di sicuro da come vive i suoi tempi, per quanto difficili. Dalle scelte che compie, dai valori che difende.
Evidentemente c'è chi preferisce il Mario Grambassi, morto per la dittatura al Don Giovanni Minzoni, sacerdote.
Perché non cambiare le targhe?
Evidentemente c'è chi preferisce il Mario Grambassi, morto per la dittatura al Don Giovanni Minzoni, sacerdote.
Perché non cambiare le targhe?
Toponomastica, parte seconda.
Don Giovanni Minzoni (Ravenna, 1 luglio 1885 – Argenta, 23 agosto 1923)
Nasce a Ravenna nel 1885 da una famiglia della borghesia, nel 1909 viene ordinato sacerdote ed inizia a svolgere il suo servizio ad Argenta. Nel 1916 viene chiamato alle armi, e svolge il servizio militare come cappellano tra i militari al fronte, ottiene anche una medaglia d'argento per il coraggio dimostrato. Terminata al guerra torna ad Argenta dove è molto attivo nelle opere sociale, nel cooperativismo e nel dialogo con il mondo operaio. Interessato da sempre ai giovani si oppone all'apertura dei balilla ad Argenta.
Da Wikipedia
"Grazie all'incontro con don Emilio Faggioli, già fondatore nell'aprile del 1917 del gruppo scout Bologna I, e poi assistente regionale dell'Emilia-Romagna, don Minzoni si convinse della validità dello scautismo, per cui decise di fondare un gruppo scout nella propria parrocchia.
L'8 luglio 1923, don Emilio Faggioli fu invitato nel teatro parrocchiale di Argenta a tenere una conferenza sulla validità educativa dello scautismo. "Attraverso questo tirocinio e disciplina della volontà e del corpo", affermò don Faggioli, "noi intendiamo formare degli uomini di carattere". Dalla galleria lo interruppe allora il segretario del fascio di Argenta "C'è già Mussolini...!". Monsignor Faggioli riprese il suo intervento spiegando all'uditorio che lo scautismo agisce sopra e al di fuori delle fazioni politiche. "Vedrete da oggi lungo le vostre strade i giovani esploratori col largo cappello e il giglio sopra il cuore. Guardate con simpatia questi ragazzi che percorreranno cantando la larga piazza d'Argenta." "In piazza non verranno!" esclamò ancora il segretario del fascio. Gli rispose allora don Minzoni stesso: "Finché c'è don Giovanni, verranno anche in piazza!". L'applauso dei giovani troncò il dialogo.
Più di settanta iscritti al gruppo degli esploratori cattolici di Argenta erano una realtà, e le minacce non erano servite al loro scopo."
La sera del 23 agosto 1923 viene brutalmente ucciso a bastonate da alcuni squadristi capeggiati da Italo Balbo.
Si ricorda che il fascismo nel 1927 decise la chiusura di tutti i movimenti giovanili (Asci compresa) e impose la confluenza degli iscritti nei Balilla, si salvò per intervento del Vaticano solo l'Azione Cattolica.
Nasce a Ravenna nel 1885 da una famiglia della borghesia, nel 1909 viene ordinato sacerdote ed inizia a svolgere il suo servizio ad Argenta. Nel 1916 viene chiamato alle armi, e svolge il servizio militare come cappellano tra i militari al fronte, ottiene anche una medaglia d'argento per il coraggio dimostrato. Terminata al guerra torna ad Argenta dove è molto attivo nelle opere sociale, nel cooperativismo e nel dialogo con il mondo operaio. Interessato da sempre ai giovani si oppone all'apertura dei balilla ad Argenta.
Da Wikipedia
"Grazie all'incontro con don Emilio Faggioli, già fondatore nell'aprile del 1917 del gruppo scout Bologna I, e poi assistente regionale dell'Emilia-Romagna, don Minzoni si convinse della validità dello scautismo, per cui decise di fondare un gruppo scout nella propria parrocchia.
L'8 luglio 1923, don Emilio Faggioli fu invitato nel teatro parrocchiale di Argenta a tenere una conferenza sulla validità educativa dello scautismo. "Attraverso questo tirocinio e disciplina della volontà e del corpo", affermò don Faggioli, "noi intendiamo formare degli uomini di carattere". Dalla galleria lo interruppe allora il segretario del fascio di Argenta "C'è già Mussolini...!". Monsignor Faggioli riprese il suo intervento spiegando all'uditorio che lo scautismo agisce sopra e al di fuori delle fazioni politiche. "Vedrete da oggi lungo le vostre strade i giovani esploratori col largo cappello e il giglio sopra il cuore. Guardate con simpatia questi ragazzi che percorreranno cantando la larga piazza d'Argenta." "In piazza non verranno!" esclamò ancora il segretario del fascio. Gli rispose allora don Minzoni stesso: "Finché c'è don Giovanni, verranno anche in piazza!". L'applauso dei giovani troncò il dialogo.
Più di settanta iscritti al gruppo degli esploratori cattolici di Argenta erano una realtà, e le minacce non erano servite al loro scopo."
La sera del 23 agosto 1923 viene brutalmente ucciso a bastonate da alcuni squadristi capeggiati da Italo Balbo.
Si ricorda che il fascismo nel 1927 decise la chiusura di tutti i movimenti giovanili (Asci compresa) e impose la confluenza degli iscritti nei Balilla, si salvò per intervento del Vaticano solo l'Azione Cattolica.
Toponomastica, parte prima.
Mario Granbassi, nato a Trieste nel 1907 da genitori istriani, vive a Pisino fino ai 21 anni. Aderisce al fascismo in giovane età, pur provenendo da una famiglia di simpatie socialdemocratiche.
A Trieste inizia a lavorare per "Il Piccolo" e a collaborare con Radio Trieste. Qui Granbassi porta al successo nazionale la trasmissione dedicata ai ragazzi "Mastro Remo : i giochetti alla radio", da questo nasce anche un settimanale a colori "Mastro Remo".
Sposato, due figli decide di partecipare come volontario sul fonte franchista nella guerra civile spagnola. Parte nel luglio del 1938 per Cadice e nel gennaio 1939 muore sul fronte.
A Trieste inizia a lavorare per "Il Piccolo" e a collaborare con Radio Trieste. Qui Granbassi porta al successo nazionale la trasmissione dedicata ai ragazzi "Mastro Remo : i giochetti alla radio", da questo nasce anche un settimanale a colori "Mastro Remo".
Sposato, due figli decide di partecipare come volontario sul fonte franchista nella guerra civile spagnola. Parte nel luglio del 1938 per Cadice e nel gennaio 1939 muore sul fronte.
mercoledì 13 maggio 2009
If
SE VOI FOSTE PERSONE NORMALI di Moni Ovadia
Se foste un rom, quella di Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.
Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale.
Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro.
Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un’indignazione passeggera.
Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele.
Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario, xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.
Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra, non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie.
Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia.
Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico.
Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali.
Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.
Da l'Unità del 09/05/09

Se foste un rom, quella di Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.
Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale.
Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro.
Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un’indignazione passeggera.
Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele.
Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario, xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.
Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra, non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie.
Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia.
Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico.
Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali.
Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.
Da l'Unità del 09/05/09
martedì 28 aprile 2009
Panchine "anti-barbone"
Un paio di anni fa Trieste è salita al disonore delle cronache grazie alla penosa vicenda delle panchine.Riassunto: in una piazza di Trieste erano state tolte le panchine perché c'erano dei barboni che ci dormivano. Il più illustre cittadino di Trieste (Claudio Magris) seguito da molti altri concittadini, si era ribellato a questa squallida iniziativa denunciandola pubblicamente.
Ora hanno completamente risistemato la piazza in questione. Hanno risolto "brillantemente" il problema dei barboni. Provate a sdraiarvi su quelle panchine!
Che tristezza!
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